venerdì 23 marzo 2018

i danni ai piccoli agricoltori degli eventi climatici di dicembre metto in ginocchio un'azienda di Campi Aperti

cari Contadini e Cittadini
vi chiediamo di sostenere e aiutare questa azienda Le Cascate
per un mutuo soccorso della nostra comunità che nei momenti di difficoltà si aiuta e si sostiene a vicenda.
Ognuno di noi darà quello che può.



"Senza vittimismo né eroismo alcuno, il contadino biologico, si assume oggi l’incarico di trovare la strada per garantire in un prossimo futuro l’autosufficienza alimentare ai nostri territori, lo fa non per soldi ma per volontà e passione, lo fa sobbarcandosi l’impatto dei cambiamenti climatici e le discutibili pretese del mercato"
danni 11 dicembre
Qui potete dare il vostro contributo all'azienda Le Cascate!
https://buonacausa.org/cause/sostieni-agricoltura-contadina-post-calamita#.WrIlxDwVNQE.facebook
ecco la lettera dei nostri amici contadini:

Non è facile chiedere aiuto.

Non è per elemosina compassionevole o perché ci crediamo più sfigati di altri, che lo facciamo.

Abbiamo preso la decisione di accettare il consiglio di proporre un crowd funding per la ricostruzione delle serre andate distrutte, dopo giorni di riflessione.

La scelta di vita che abbiamo fatto e che rivendichiamo, non è una fuga o un piano di distacco dalla realtà, ma al contrario è una scelta che si inserisce integralmente nelle dinamiche e nelle battaglie sociali, politiche ed economiche, della società in cui viviamo e vivete.

L’autosufficienza alimentare di un territorio e la preservazione permanente dello stesso, crediamo debbano essere le basi fondanti da cui muovere ogni riflessione, idea e/o progetto di qualsiasi tipo. Diversamente ci sarà sempre la necessità di andare a comprare, corrompere o sottomettere terre altre e altri.

Per raggiungere questa, ci sono diverse stradi possibili, ma poche di queste rispettano il criterio della preservazione del territorio su cui vivono e coltivano, che è condizione necessaria a lasciare intatta la fertilità naturale dei terreni, la purezza delle acque e dell’aria, insomma a garantire un futuro a questi stessi luoghi.

Con questa idea e in questa direzione si muovono invece i nostri progetti.

Chi crede che le piccole aziende come le nostre siano inefficienti ed economicamente non sostenibili, elitarie o folkloristiche, non conosce la realtà dei fatti, non sa che l’industria dell’agroalimentare tradizionale e meccanicizzata è storicamente tenuta in vita solamente dagli incentivi statali ed europei e che, paradossalmente, alcune piccole aziende biologiche sono fra i pochi modelli d’impresa agricola i cui bilanci potrebbero prescindere da contributi esterni.

Nonostante i tanti piccoli successi di alcune realtà, resta il fatto che i prezzi di mercato dettati da una differente cultura del consumo (oggi si spende meno del 20% delle proprie economie per cibarsi, mentre qualche decennio fa si superava il 50%), non permette ai bilanci delle nostre aziende di inserire capitoli di spesa che ammortizzino i danni provocati dall’impatto di eventi imprevisti o calamitosi. Danni sempre più frequenti, che tagliano le gambe e molte volte affossano, chi prova ad investire risorse e forze in progetti di questo genere.

Senza vittimismo ne eroismo alcuno, il contadino biologico, si assume oggi l’incarico di trovare la strada per garantire in un prossimo futuro l’autosufficienza alimentare ai nostri territori, lo fa non per soldi ma per volontà e passione, lo fa sobbarcandosi l’impatto dei cambiamenti climatici e le discutibili pretese del mercato.

Per tutte queste ragioni siamo scesi alla difficile decisione di lanciare una raccolta fondi, nella speranza che chi crede e capisce il significato principalmente politico di quello che facciamo, capirà che senza un aiuto collettivo mirato, questo genere di esperienze potrebbe nei prossimi anni scomparire.

Credendo di farcela, grazie a tutte e tutti.

Le Cascate